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Il 12,5 % di imposta sulle società attira. Ma non è ancora una struttura societaria.

Se una società irlandese abbia senso per te dipende da attività, residenza, assetto proprietario e direzione effettiva. L’aliquota è solo il punto di partenza.

Un arco di pietra di un ponte sopra un fiume, dietro una vegetazione fitta.

Se ragioni da imprenditore, il 12,5 per cento è probabilmente la prima cosa che hai saputo dell’Irlanda. È il motivo per cui mezza Silicon Valley ha un indirizzo a Dublino, e compare come una promessa in un video sull’espatrio su due. Questa pagina spiega che cosa è quel numero, per chi diventa rilevante e perché su questo sito sta di proposito senza istruzioni di montaggio.

Che cosa è quel numero

Un sentiero attraversa un bosco di latifoglie su un tappeto di foglie.

Il 12,5 per cento è l’aliquota irlandese dell’imposta sulle società sugli utili da attività d’impresa. È reale, da decenni è la spina dorsale della politica industriale irlandese ed è uno dei motivi per cui l’Irlanda ospita una rete così fitta di aziende internazionali.

Altrettanto importante è che cosa quel numero non è: non è un’aliquota su di te. Il tuo stipendio, i tuoi dividendi, il tuo capitale privato seguono altre regole, e l’imposta irlandese sul reddito delle persone fisiche è alta, come la panoramica sul fisco dice apertamente. Il 12,5 per cento vive al livello di una società, e tra la società e il conto di famiglia c’è esattamente il tratto in cui una pianificazione seria si distingue da una promessa pubblicitaria.

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La seconda aliquota che nessuno cita

Il 12,5 per cento vale per gli utili da attività d’impresa, il trading income. Per tutto il resto vale una seconda aliquota: il 25 per cento sui redditi passivi, cioè interessi, affitti, royalty senza uno sfruttamento attivo e proventi che non si possono ricondurre a un’attività d’impresa.

Questa seconda aliquota non compare quasi mai nelle presentazioni in italiano, ed è il motivo per cui una società usata come cassaforte patrimoniale, in Irlanda, non fa parte della storia del 12,5 per cento. Il confine tra attivo e passivo non è una formalità ma una questione di fatto, che in caso di dubbio decide l’amministrazione finanziaria.

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Le due maggiorazioni

Qui sta il punto in cui il conto di una società di famiglia si ribalta più spesso. Per le società a ristretta base proprietaria, le close companies, l’Irlanda prevede due maggiorazioni sugli utili che non vengono distribuiti.

La prima colpisce i redditi da investimento e da locazione non distribuiti con il 20 per cento (sezione 440 TCA 1997). La seconda colpisce i redditi non distribuiti da attività professionali e servizi analoghi con il 15 per cento (sezione 441 TCA 1997). Entrambe esistono proprio per impedire quello che molti hanno in mente: lasciare gli utili nella società per evitare l’imposta personale sul reddito.

Aliquote e maggiorazioni in sintesi
OggettoAliquotaNorma
Utili da attività d’impresa12,5 per centosezione 21 TCA 1997
Redditi passivi25 per centosezione 21A TCA 1997
Maggiorazione sui redditi da investimento e locazione non distribuiti20 per centosezione 440 TCA 1997
Maggiorazione sui redditi da servizi non distribuiti15 per centosezione 441 TCA 1997

Le maggiorazioni colpiscono solo le società a ristretta base proprietaria e solo la parte non distribuita. Se e in che misura scattino nel caso concreto dipende dalla composizione dei redditi.

Fonte: Revenue, Tax and Duty Manual Part 13-02-06 “Surcharge on undistributed income of service companies” (ultima revisione novembre 2024) con rinvio alla sezione 440 TCA 1997; Tax and Duty Manual Part 34-00-01, paragrafi 2.2 e 5; sezioni 21, 21A e 23A TCA 1997. Aggiornamento: consultato il 24 agosto 2026.

Per un’attività di consulenza o di progettazione svolta attraverso una società propria, questo significa: il 12,5 per cento non è la fine del conto, ma il suo inizio.

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Dove è residente la società

Dal 1° gennaio 2015 in Irlanda vale una regola chiara (sezione 23A TCA 1997): una società costituita in Irlanda è residente in Irlanda, a meno che una convenzione contro le doppie imposizioni non attribuisca la residenza a un altro Stato.

La frase ha una seconda metà, ed è la più importante per chi si trasferisce. Una società irlandese che in realtà viene diretta da un soggiorno di Milano, Roma o Torino è residente in Italia per il diritto italiano: la legge italiana guarda alla sede di direzione effettiva, e la convenzione tra Italia e Irlanda del 1971 considera residente della società lo Stato in cui i suoi affari sono effettivamente diretti e controllati. Il risultato non è una società irlandese al 12,5 per cento, ma una società residente in Italia e soggetta all’IRES, con tutte le conseguenze di una residenza estera di facciata. Quali imposte segue una Limited irlandese diretta dall’Italia, lo spieghiamo a parte.

Dove si trova la direzione effettiva, per il diritto italiano e per la convenzione
FonteRegola
Art. 73, comma 3, TUIR (testo in vigore nel 2026)Sono residenti le società che per la maggior parte del periodo d’imposta hanno in Italia la sede legale, la sede di direzione effettiva o la gestione ordinaria in via principale. Sede di direzione effettiva è la continua e coordinata assunzione delle decisioni strategiche sulla società nel suo complesso.
Convenzione Italia-Irlanda del 1971, art. 3, par. 1, lettere d) ed e)Una società è residente dello Stato in cui i suoi affari sono effettivamente diretti e controllati (“effectively managed and controlled”).

Entrambe le regole si agganciano allo stesso fatto concreto: il luogo in cui le decisioni dell’impresa vengono prese davvero.

Fonte: normattiva.it, DPR 22 dicembre 1986, n. 917, art. 73 (versione vigente al 6 novembre 2026); testo della convenzione tra Irlanda e Italia firmata a Dublino l’11 giugno 1971, revenue.ie. Aggiornamento: consultato il 6 novembre 2026.

Per questo la sostanza non è una formalità né una cassetta delle lettere. È la domanda se la tua società viene diretta là dove è registrata. Per una famiglia che si trasferisce davvero in Irlanda è la più semplice delle questioni di sostanza, perché con il trasferimento la risposta diventa giusta comunque.

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Il director e il suo ufficio pubblico

Una particolarità irlandese che compare di rado perfino nei testi specialistici e che sorprende regolarmente gli imprenditori in arrivo: l’amministratore (director) di una società costituita in Irlanda ricopre, per il diritto irlandese, un ufficio pubblico ed è tassabile in Irlanda sui compensi che ne ricava, indipendentemente dalla propria residenza e dal luogo in cui svolge l’incarico.

La base sono la sezione 19, comma 2, del TCA 1997 e la sentenza Tipping v Jeancard, 2 ITR 68. In pratica: chi costituisce una società irlandese e ne diventa director prima di trasferirsi a sua volta in Irlanda ha un obbligo d’imposta in Irlanda sui suoi compensi da director, anche se nel paese non ha ancora passato un giorno. Se una convenzione offra un sollievo è poi una verifica a sé.

Lo stesso vale nel caso inverso: chi un giorno lascia l’Irlanda ma resta director si porta dietro questo obbligo.

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Che cosa può rendere possibile a una famiglia

Un viale attraversa un parco tra alberi alti e fitti.

Per le famiglie per cui è scritto questo sito, l’aliquota diventa interessante in due situazioni. Primo: chi porta con sé la propria impresa o avvia in Irlanda una nuova attività può accantonare utili al 12,5 per cento in una società irlandese, invece di distribuirseli subito ad aliquote personali alte. Secondo: insieme alla posizione di non-dom, per le attività non irlandesi si pone la domanda di quale entità stia dove e di quale denaro arrivi davvero in Irlanda.

Sono possibilità, non automatismi. Se reggono nel tuo caso dipende dalla tua attività, dalle questioni di sostanza, dal rapporto con il diritto tributario italiano prima della partenza e da dettagli che tra due famiglie con lo stesso patrimonio possono cambiare del tutto. Una società non è un’aliquota, e un’aliquota non è un piano.

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Perché qui non trovi istruzioni

Una valle di montagna nella nebbia, con un lago e campi verdi più in basso.

A questo punto, su altri siti, di solito trovi uno schema della struttura fatto di caselle e frecce. Qui di proposito non c’è, per due motivi.

Primo, lavoriamo con strutture nostre, collaudate, per famiglie di imprenditori che si trasferiscono, e la loro meccanica appartiene alla consulenza personale, non a una pagina di marketing. Quello che circola pubblicamente come istruzioni di montaggio è spesso superato, incompleto o semplicemente sbagliato, e nel diritto tributario mezze istruzioni sono più pericolose di nessuna.

Secondo, ogni schema a caselle sarebbe la risposta a una domanda che nessuno ha ancora fatto: la tua. L’ordine onesto è il contrario: prima la tua attività, il tuo patrimonio e i tuoi tempi, poi la struttura. È così che si svolge la consulenza: descrivi la tua situazione, e Sebastian ti dice se e come il 12,5 per cento ha un ruolo nel tuo caso, e quanto costa prima di rendere qualcosa. La consulenza si svolge in inglese.

Questa pagina descrive le regole che valgono per una società in mano a un proprietario residente in Irlanda. Procedura, contenuto del servizio e prezzo di una costituzione stanno accanto: alla voce costituzione di società trovi i tre pacchetti pronti, la Limited irlandese, la holding irlandese e la Limited con holding britannica. Il confronto con altre sedi lo fa il sito gemello del nostro network, in tedesco: Firmengründung Ausland.

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Dal 12,5 per cento a una società che lo ottiene davvero

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