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Che cosa significa il trasferimento per i tuoi figli?

Scuola, lingua, amici, nostalgia, una libertà nuova: per molti genitori è la domanda più importante di tutte. Qui non si tratta di abbellire il trasferimento, ma di capire come i bambini arrivano davvero.

Direttamente ai temi:Sistema scolasticoL’inglese come lingua di scuolaScuole cattolicheAsili nidoAssegni familiariTrasferirsi con i figliIstruzione parentale

Una barca rossa da canale ormeggiata alla riva, accanto una persona cammina sull’alzaia.

Su ogni altro tema di questo sito puoi fare i conti: prezzi, tasse, scadenze. Sui figli non fai i conti, li soppesi. Li stiamo strappando alla loro vita? Perderanno un anno di scuola, gli amici, il passo? È la domanda che tiene sveglie le famiglie di notte, molto prima di cercare su Google un’aliquota, ed è per questo che questa è la colonna su cui poggia l’intero piano.

I tuoi figli non partono da zero

Una strada deserta corre dritta verso una montagna.

La differenza più importante tra l’Irlanda e quasi ogni altra meta di espatrio sta in una frase: qui si insegna in inglese. Tuo figlio non entra in un’aula di cui non ha mai sentito la lingua, ma in una lingua che conosce già dalla scuola, dai film e dai videogiochi. L’inizio resta comunque fatica, e la pagina sull’inglese come lingua di scuola descrive con onestà il periodo di passaggio. Ma è una partenza a metà salita, non da zero.

E quello che nasce resta: un bambino che ha alle spalle qualche anno di scuola irlandese parla la lingua del mondo come una seconda lingua madre. Di tutte le cose che potreste riportare dall’Irlanda, è la più preziosa, e trova posto in qualunque curriculum tuo figlio scriverà un giorno.

E c’è un’altra cosa che riguarda la scuola e che non compare in nessuna statistica: in Irlanda la scuola appartiene al paese, la società sportiva alla parrocchia, e attraverso i figli arriva tutta la famiglia. Meno Stato. Più comunità.

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Entrambe le strade sono aperte

Ampi pendii verdi scendono verso una costa rocciosa.

L’Irlanda è uno dei pochi paesi d’Europa in cui la tua famiglia decide davvero liberamente sull’istruzione. Una strada: scuole statali che insegnano in inglese, sono gratuite e funzionano; come è fatto il sistema lo mostra la pagina sul sistema scolastico, e alla domanda che quasi tutte le famiglie fanno risponde la pagina sulle scuole cattoliche. L’altra strada: l’istruzione parentale come diritto costituzionale, con una procedura regolata alle spalle, descritta nella pagina sull’istruzione parentale.

E due voci che alleggeriscono in modo concreto la vita quotidiana di una famiglia in Irlanda. I libri di scuola sono gratuiti, nelle scuole primarie finanziate dallo Stato come nelle secondarie, e insieme ai libri anche quaderni, dizionari, set da geometria e calcolatrice. Li procura e li distribuisce la scuola; non viene chiesta alcuna cauzione.

E per i bambini sotto gli otto anni il medico di base non costa nulla. La GP Visit Card per i bambini sotto gli otto anni si ottiene senza verifica del reddito, qualunque cosa guadagnino i genitori. Come funziona per il resto il sistema sanitario lo trovi nella sezione sulla vita quotidiana.

Fonte: Citizens Information, Free schoolbooks (Primary e Post-primary Schoolbooks Scheme) e GP visit cards. Aggiornamento: verificato il 17 settembre 2026.

Questo sito non fa di nessuna delle due strade un’ideologia. La maggior parte delle famiglie che accompagniamo manda i figli a scuola; alcune li istruiscono a casa; certe fanno prima una cosa e poi l’altra. Il punto non è quale strada sia quella giusta. Il punto è che in Irlanda decidete voi, non un ufficio scolastico.

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I miei figli sono andati a scuola qui

Un’auto scura su una strada piena di curve tra i fianchi di una montagna.

Non scrivo questa colonna da osservatore. Nell’agosto del 2014 mi sono trasferito con sei figli a Lismore, nella contea di Waterford, in un paese di meno di mille abitanti. I miei figli sono andati nelle scuole del posto, e se la sono cavata bene.

È, in una frase, tutta la mia qualifica per queste pagine, e per me vale più di qualsiasi statistica: la domanda che ti tiene sveglio la notte l’ho decisa io stesso, con più figli di quanti ne porti con sé la maggior parte delle famiglie, e in un paese più piccolo di quello che probabilmente sceglierai tu. Quello che ne è venuto fuori ha plasmato la mia idea di dove i bambini crescono bene, ed è proprio questa idea che sta dietro alla regione di questo sito.

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La concessione: piccolo vuol dire piccolo

Una città colorata si specchia nell’acqua ferma, dietro colline verdi.

Prima di continuare, la concessione che questa colonna ti deve: i luoghi di questa regione sono piccole città, e le piccole città hanno scuole piccole e poca scelta. Non ci sono otto licei tra cui scegliere, non si insegna ogni strumento, non si allena ogni sport, e per certe cose devi andare nella città vicina. Chi per il proprio figlio ha bisogno dell’offerta di una metropoli qui non sarà felice, e sarebbe disonesto sostenere il contrario.

Che cosa sa fare in cambio una piccola scuola: lì tuo figlio è qualcuno. Non sparisce in un’annata di duecento ragazzi, l’insegnante conosce il suo nome già la prima settimana, e l’arrivo passa quasi da solo per il cancello della scuola e la società sportiva. Il piccolo è il prezzo, e il piccolo è allo stesso tempo il prodotto. Sono vere entrambe le cose, e dovresti saperle entrambe prima di partire.

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Chiedi a chi ci vive

Marc ti dice che cosa significa davvero un prezzo nella tua zona, quale scuola è adatta alla tua famiglia e in che ordine affrontare le cose. I passi li fai tu.

La consulenza si svolge in inglese.

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