Il primo anno in Irlanda è il più complicato sul piano fiscale.
Trasferirsi a metà anno significa due paesi, periodi diversi e regole speciali per l’anno di arrivo. Ti spieghiamo come l’Irlanda tratta questo anno di passaggio.
Il problema del primo anno
La residenza irlandese dipende dai giorni, non dai mesi. Chi in un anno d’imposta trascorre 183 giorni nel paese è residente, e lo è per tutto l’anno. L’anno d’imposta irlandese è l’anno solare. I dettagli delle regole sui giorni stanno nella pagina sull’ordinary residence.
Nell’anno di arrivo questo crea una situazione scomoda. Chi si trasferisce in Irlanda a marzo è residente per tutto l’anno, anche per gennaio e febbraio, quando lavorava ancora in Italia. Senza una regola speciale l’Irlanda metterebbe le mani su questo stipendio, già tassato nel vecchio paese di residenza.
Che cosa fa lo split year treatment
La regola speciale si chiama split year treatment e si trova nella sezione 822 del Taxes Consolidation Act 1997. Divide l’anno di arrivo in due parti: per il periodo prima del tuo arrivo sei considerato non residente, per quello dopo residente. Alla partenza funziona in modo speculare.
Il doppio vantaggio è il motivo per cui la regola conta davvero. Il reddito da lavoro del periodo precedente all’arrivo resta fuori dalla base imponibile irlandese, ma i crediti d’imposta e l’intera fascia dell’anno ti spettano comunque. Ottieni quindi lo sgravio di un anno intero sul reddito di una parte dell’anno.
Che cosa non fa
Qui sta il punto in cui la maggior parte delle presentazioni si spinge troppo in là. Lo split year treatment vale solo per i redditi da lavoro dipendente. Nient’altro.
Interessi, dividendi, affitti, plusvalenze, distribuzioni: tutto questo resta fuori dallo split year. Per questi redditi nell’anno di arrivo sei residente, e lo sei da gennaio. Chi si trasferisce in autunno e in primavera dello stesso anno ha venduto una partecipazione può ritrovarsi con una questione fiscale irlandese, anche se in quel momento in Irlanda non c’era ancora.
Altri due limiti stanno espressamente nelle istruzioni amministrative. Se nel periodo in cui sei considerato non residente lavori in Irlanda, per quei giorni nasce comunque un obbligo d’imposta irlandese. E le visite in Irlanda per vacanza non nuocciono; i giorni di lavoro in Irlanda sì.
La nuova procedura dal 2026
Fino a poco tempo fa lo split year treatment era una faccenda dell’anno in corso: secondo il Finance Act 1994 si presentava una domanda nell’anno in corso a un Authorised Officer. Chi se ne dimenticava aveva un problema che a posteriori si sistemava solo a fatica.
Il Finance Act 2024 ha cambiato le cose. Oggi la ripartizione si fa in autoliquidazione, nella dichiarazione dell’anno di arrivo. La nuova disciplina si applica dal 1° gennaio 2026 e riguarda per la prima volta chi è arrivato o partito dal 1° gennaio 2025. Chi si è trasferito in Irlanda nel corso del 2025 fa quindi valere la ripartizione nella dichiarazione per il 2025, che presenta nel 2026.
| Anno | Condizione |
|---|---|
| Anno prima dell’arrivo | non residente in Irlanda |
| Anno di arrivo | residente in Irlanda |
| Anno successivo | residente in Irlanda |
La verifica avviene a posteriori, nell’anno dopo l’arrivo, sulla base delle regole legali dei giorni. Alla partenza la condizione vale in modo speculare: nell’anno successivo non più residente, e la partenza non può essere solo temporanea. Una domanda a Revenue nell’anno in corso resta necessaria se l’effetto deve prodursi già durante l’anno, per esempio per una PAYE Exclusion Order.
Fonte: Revenue, Tax and Duty Manual Part 34-00-11 «Split year residence» (settembre 2025), paragrafo 5; sezione 822 TCA 1997. Aggiornamento: consultato il 24 agosto 2026.
L’opzione per la residenza
Nell’anno di arrivo c’è una seconda leva, citata più di rado, che agisce in un’altra direzione. Chi nell’anno di arrivo non raggiunge le soglie di giorni può scegliere per iscritto, nei confronti di Revenue, di essere residente, se lo sarà nell’anno successivo.
Chi nell’anno di arrivo non raggiunge i giorni può scegliere per iscritto, nei confronti di Revenue, di essere residente, se sarà residente nell’anno successivo. Il motivo abituale sono i crediti d’imposta pieni. Importante è il rovescio della medaglia, che le istruzioni amministrative scrivono espressamente: questa scelta non può essere revocata. Non è quindi una formalità, ma una decisione che deve stare bene con il resto della pianificazione, soprattutto se nello stesso anno maturano ancora plusvalenze nel vecchio paese di residenza.
| Regola | Effetto |
|---|---|
| 183 giorni in un anno d’imposta | residente in quell’anno |
| 280 giorni in due anni consecutivi | residente nel secondo anno, purché in ciascun anno più di 30 giorni |
| Opzione per la residenza | su richiesta scritta, irrevocabile |
La residenza dei coniugi e dei partner registrati si valuta per ciascuno separatamente.
Fonte: Citizens Information, «Tax residence and domicile in Ireland» (aggiornato al 15 dicembre 2025), sulla base delle regole di Revenue; s. 819 TCA 1997. Aggiornamento: consultato il 23 agosto 2026, ricontrollato il 23 ottobre 2026.
Un ordine per il tuo trasferimento
Da questa pagina discende un ordine semplice, che fa della data del trasferimento una grandezza fiscale.
Primo: tutto ciò che non è reddito da lavoro va prima dell’inizio dell’anno di arrivo oppure, consapevolmente, dopo. La vendita di una partecipazione a gennaio e un trasferimento a settembre cadono nello stesso anno d’imposta irlandese.
Secondo: l’ordine dei conti descritto nella pagina Il conto prima del 1° gennaio si orienta sulla stessa data. Entrambe le regole dipendono dal primo giorno dell’anno in cui diventi residente. La registrazione presso Revenue e la dichiarazione dell’anno di arrivo le cura la registrazione fiscale.
Terzo: la domanda su che cosa tassi ancora l’Italia quando parti non trova risposta sul lato irlandese. Sta negli approfondimenti, nelle pagine dedicate all’Italia.
Continua in Fisco
Il primo passo è una conversazione
Quando ti trasferisci è una decisione fiscale. La calcoliamo con te prima che la data sia fissata.
La consulenza si svolge in inglese.