Lavorare in Irlanda: che cosa cambia prima ancora di firmare il contratto
Da cittadino italiano in Irlanda non ti serve alcun permesso di lavoro. Ti servono un CV che i datori di lavoro irlandesi sappiano leggere, una risposta alle loro domande di colloquio e un impiego registrato prima che arrivi il primo stipendio.

Per chi viene dall’Italia, l’Irlanda è uno dei mercati del lavoro più accessibili d’Europa, a patto di conoscerlo. L’inglese è la lingua di lavoro, molte multinazionali hanno la sede europea a Dublino o a Cork, e le lingue del continente, italiano compreso, sono una competenza richiesta nei team che servono i mercati europei. Quello che frena i candidati italiani raramente è la preparazione. Sono le forme. Il CV è troppo lungo, il colloquio viene condotto come una conversazione invece che come un esame, e il primo stipendio arriva con una trattenuta che nessuno ha spiegato.
Questa pagina affronta questi tre punti uno dopo l’altro e chiude con quello che l’Italia vuole sapere quando cambi paese. Che cosa resta dello stipendio lordo lo calcola la pagina Stipendio netto.
Lavorare senza permesso
Le cittadine e i cittadini dell’UE, del SEE e della Svizzera lavorano in Irlanda senza permesso di lavoro e senza titolo di soggiorno. Per gli italiani questo discende dalla libera circolazione nell’Unione europea. Come funziona nel dettaglio, e quando il sistema degli stamp entra comunque in una famiglia, per esempio attraverso un partner senza passaporto europeo, lo trovi alla voce Diritto di soggiorno e stamp.
Quello che ti serve dal primo giorno di lavoro è un PPS number, il codice personale irlandese. Da lui dipendono imposte sul salario, previdenza sociale e ogni prestazione pubblica. La domanda la presenti dopo l’arrivo, online su MyWelfare, e per farlo ti serve una prova del tuo indirizzo irlandese. Chi all’inizio vive in un ostello o è ospite senza un contratto a proprio nome ha proprio qui il primo problema; una lettera del datore di lavoro può aiutare. Quali prove accetta il ministero della Protezione sociale lo trovi su gov.ie.
Il CV irlandese
Il CV irlandese ha poco in comune con il curriculum che si manda di solito in Italia. Occupa al massimo due pagine, comincia con un breve profilo e racconta il tuo percorso a ritroso, dall’impiego più recente. La lettera di accompagnamento è consueta, ma breve: tre paragrafi che dicono perché sei adatto proprio a quel posto.
Quello che manca salta subito all’occhio di chi arriva dall’Italia: niente foto, niente data di nascita, niente stato civile, niente religione, niente figli. C’è una ragione giuridica. Gli Employment Equality Acts vietano le discriminazioni nell’assunzione e nel lavoro per nove motivi, tra cui genere, stato civile, situazione familiare, età, religione e origine. Un datore di lavoro che quelle informazioni non le vede nemmeno non può essere accusato di aver deciso in base a esse. Nel CV non sono vietate; semplicemente non si usano e fanno un effetto strano. Lo stesso vale per la formula sul trattamento dei dati personali che in Italia molti mettono in fondo al curriculum: in Irlanda non la scrive nessuno.
La seconda differenza sta nel tono. Dove il curriculum italiano elenca mansioni («responsabile dell’assistenza clienti»), quello irlandese vuole vedere risultati: che cosa hai ottenuto, possibilmente con un numero. «Gestione dei grandi clienti» diventa «grew key account revenue by 18 percent in two years». Al posto delle lettere di referenza ci sono i referee, due ex responsabili che il nuovo datore di lavoro chiama al telefono. Avvisali prima e di’ loro che può arrivare una telefonata in inglese.
| Punto | Consueto in Italia | Consueto in Irlanda |
|---|---|---|
| Lunghezza | spesso tre pagine o più, sovente in formato Europass | al massimo due pagine |
| Foto, data di nascita, stato civile | spesso presenti | omessi |
| Struttura | rubriche dello schema Europass | profilo breve in alto, poi gli impieghi dal più recente |
| Contenuto per ogni impiego | mansioni | risultati, possibilmente con un numero |
| In calce | autorizzazione al trattamento dei dati personali | nessuna formula |
| Verifiche | referenze chieste di rado | due referee che vengono chiamati |
Fonte: Citizens Information, Equality in the workplace (nove motivi protetti, anche nell’assunzione); per il resto prassi corrente dei datori di lavoro irlandesi e italiani. Aggiornamento: pagina modificata il 31 luglio 2023, consultata il 6 novembre 2026.
Il colloquio di selezione
Molti datori di lavoro irlandesi, pubblica amministrazione compresa, conducono i colloqui per competenze. Le domande sembrano innocue: raccontami di una situazione in cui avevi un cliente difficile. Raccontami di un progetto che rischiava di andare storto. Ogni volta si chiede la stessa cosa: un esempio vero, ben strutturato, con il tuo contributo al centro.
La struttura che gli esaminatori si aspettano si chiama STAR: Situation (qual era la situazione?), Task (qual era il tuo compito?), Action (che cosa hai fatto?), Result (che cosa ne è venuto fuori?). La commissione valuta spesso le risposte secondo uno schema fisso, e la maggior parte dei punti va all’Action. Chi racconta a ruota libera si perde nella situazione; chi ha provato lo STAR arriva al risultato in due minuti.
Prima del colloquio preparati cinque o sei esempi che coprano competenze diverse: lavoro di squadra, conflitto, iniziativa, un errore e che cosa ne hai imparato, lavoro sotto pressione. Un colloquio di prova in inglese con qualcuno che ti dia un riscontro vale più di qualsiasi elenco. E aspettati che l’ultima domanda sia tua: «Do you have any questions for us?» Una domanda intelligente sul team o sui primi novanta giorni lì non è cortesia, fa parte della valutazione.
Agenzie di selezione e LinkedIn
Una buona parte dei posti per chi parla italiano passa in Irlanda dalle agenzie di selezione. Le multinazionali che costruiscono team di assistenza clienti, vendite, finanza o tecnici per i mercati europei incaricano agenzie che cercano in modo mirato competenze linguistiche. Di norma l’agenzia la paga il datore di lavoro che le ha dato l’incarico.
Il secondo palcoscenico è LinkedIn. I recruiter irlandesi cercano lì attivamente, e un profilo scritto in inglese, che indichi le tue lingue e l’Irlanda come sede desiderata, viene trovato. Profilo e CV devono raccontare la stessa storia, con gli stessi numeri.
Per i posti tramite agenzia aspettati una procedura in due tempi: prima un colloquio con il recruiter, che verifica le tue lingue, spesso anche in italiano, poi il vero colloquio di selezione in azienda. Tieni tu in mano i contatti e annota quale agenzia ti ha presentato a quale azienda; due agenzie con lo stesso CV presso lo stesso datore di lavoro fanno una brutta impressione.
Il primo stipendio
Prima di poter calcolare correttamente il tuo primo stipendio, il datore di lavoro ha bisogno da Revenue di una Revenue Payroll Notification, in breve RPN: la comunicazione di quali crediti d’imposta e fasce valgono per te. La RPN arriva solo quando il tuo impiego è registrato presso Revenue. Se manca, il datore di lavoro applica la Emergency Tax, la tassazione d’emergenza: nessun credito d’imposta, l’aliquota USC più alta e, dopo quattro settimane, tutto all’aliquota massima.
La soluzione richiede pochi minuti. Per il tuo primo impiego in Irlanda lo registri tu stesso, nel Revenue myAccount alla voce Jobs and Pensions, con il tuo PPS number e il numero di registrazione del datore di lavoro. Poi Revenue manda la RPN al datore di lavoro, e quanto è stato trattenuto in più torna con le buste paga successive.
| Situazione | Trattenuta |
|---|---|
| Il datore di lavoro non ha il PPS number | imposta sul reddito al 40 per cento su tutto, nessun credito d’imposta, USC all’8 per cento |
| PPS number presente, impiego non ancora registrato presso Revenue, settimane da 1 a 4 | 20 per cento fino a 846,16 euro a settimana, oltre il 40 per cento, nessun credito d’imposta, USC all’8 per cento |
| stessa situazione dalla quinta settimana | imposta sul reddito al 40 per cento su tutto, USC all’8 per cento |
| impiego registrato, RPN presente | calcolo normale con i tuoi crediti d’imposta |
Fonte: Revenue, Emergency tax rules (pubblicato il 24 febbraio 2026) ed Emergency basis (9 gennaio 2026); fascia settimanale 2026 = 44.000 euro diviso 52; Citizens Information, Minimum wage (pagina modificata il 9 ottobre 2026). Aggiornamento: consultato il 6 novembre 2026.
Nel 2026 il salario minimo è di 14,15 euro l’ora per chi lavora e ha almeno vent’anni; per il 2027 è annunciato un aumento a 14,94 euro, che richiede ancora un regolamento. Come si combinano imposta sul reddito, USC e PRSI lo trovi alla voce Imposta sul reddito, USC e PRSI. Chi è in affitto recupera a fine anno una parte del canone con il Rent Tax Credit, anche questo nel myAccount.
Il lato italiano
Con il lavoro in Irlanda cambi anche sistema di sicurezza sociale. Il coordinamento europeo, il regolamento (CE) n. 883/2004, attribuisce ogni lavoratore allo Stato in cui lavora. Dal primo giorno di lavoro in Irlanda versi quindi il PRSI, e la tua copertura in Italia cambia con questo passaggio, non con il trasloco in sé. Che cosa significa per i pensionati e per le famiglie senza un lavoro lo trovi alla voce Assicurazione sanitaria quando ti trasferisci.
- Contributi INPS. I periodi che hai versato in Italia restano tuoi e, quando si tratta di maturare un diritto, si sommano a quelli irlandesi.
- NASpI. Chi parte da disoccupato per cercare lavoro in Irlanda può portarsi dietro l’indennità per un periodo limitato. Prima di partire chiedi all’INPS il documento U2, su appuntamento presso la sede competente; entro sette giorni dall’arrivo ti iscrivi come persona in cerca di lavoro in Irlanda, e l’INPS paga per un massimo di tre mesi dalla data di partenza dall’Italia. I dettagli li trovi sulla pagina NASpI dell’INPS.
- AIRE e Servizio sanitario. Chi trasferisce la residenza all’estero lo dichiara al consolato entro novanta giorni, con l’iscrizione all’AIRE, come prevede l’articolo 6 della legge 470 del 1988; per l’Irlanda è competente l’ambasciata d’Italia a Dublino. Con l’iscrizione all’AIRE il comune comunica la cancellazione all’ASL, e perdi l’iscrizione al Servizio sanitario nazionale, medico di base compreso.
E sul piano fiscale vale questo: con il trasferimento e il lavoro in Irlanda diventi di regola residente in Irlanda. Nell’anno del passaggio aiuta lo Split-Year Treatment, spiegato alla voce L’anno dell’arrivo.
L’ordine giusto
Prima della partenza: il CV irlandese, il profilo LinkedIn, i referee e cinque esempi STAR provati. Nelle prime settimane: indirizzo, PPS number, conto con IBAN irlandese per lo stipendio e, appena firmato il contratto, l’impiego nel Revenue myAccount. Alla fine del primo anno: i crediti d’imposta che ti spettano.
Chi vuole mettersi in proprio invece di lavorare come dipendente legge prima Lavoro autonomo in Irlanda; lì valgono altre regole per tasse e previdenza.
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Chiedi a chi ci vive e ci lavora
Marc si è trasferito in Irlanda con sua moglie e cinque figli e ci vive. Nel colloquio esamina con te il tuo CV, il tuo settore e le tue prime settimane.
La consulenza si svolge in inglese.